I radioamatori

Può capitare a chiunque che, un certo giorno della sua vita, gli venga un’idea strana: diventare radioamatore. Come si fa?
Prima di tutto ci si devono chiarire le idee su cosa si può e si deve fare, su cosa ci si può aspettare. Ecco allora che, con una panoramica sintetica, ma abbastanza completa, cerchiamo di dare risposta, elencando, in un breve riepilogo, quelle che sono le varie facce dell’attività di radioamatore, che sono poi le ragioni dell’esistenza e dell’espansione di questo servizio che unisce, ad un aspetto indubbiamente hobbystico, l’autoistruzione, l’approfondimento tecnico ed il rapporto interpersonale.

IL SERVIZIO DI RADIOAMATORE

L’attività di radioamatore, che ha preso l’avvio agli inizi del XX secolo, è una delle più antiche nel campo delle telecomunicazioni. La definizione formale, ed ufficiale, del servizio di radioamatore, contenuta nel regolamento Internazionale delle Telecomunicazioni, stilato e pubblicato a cura della lnternational Telecommunication Union (l.T.U.), è la seguente.
Coloro che praticano l’attività di radioamatore devono mantenere il contenuto delle loro trasmissioni ristretto ad argomenti di natura tecnica o a comunicazioni di carattere strettamente personale per le quali, a motivo della loro scarsa importanza, non sia giustificato il ricorso ai pubblici servizi telefonici, telegrafici e postali.
E’ demandato, alle Amministrazioni dei singoli paesi lo stabilire le qualifiche tecniche in base alle quali rilasciare le licenze di radiooperatore, nonché il definire le condizioni alle quali sia concesso di operare le stazioni di radioamatore.
Nel senso più ampio, i regolamenti nazionali hanno Io scopo di:

  • riconoscere e rafforzare, presso l’opinione pubblica, il valore come servizio volontario e non commerciale di telecomunicazione, con particolare rispetto alle comunicazioni nei casi di emergenza e di calamità;
  • affermare ed ampliare la comprovata abilità del radioamatore nel contribuire al progresso della radiotecnica;
  • incoraggiare e migliorare il servizio di radioamatore mediante regolamenti che provvedano a stimolarne l’abilità sia operativa che tecnica;
  • espandere il già grande serbatoio di abili opera¬tori ed esperti tecnici radioelettronici esistente nelle file di radioamatori;
  • continuare ed estendere la possibilità, più unica che rara, che il radioamatore ha di affermare e rafforzare l’amicizia e la collaborazione internazionale.

In conclusione, il radiantismo costituisce l’unico mezzo attraverso il quale singoli individui, distanti tra loro anche migliaia di chilometri, possono venire a contatto ed a conoscenza senza coinvolgere alcun intermediario. Questa é l’impostazione generale dell’attività radiantistica che discende dalla I.T.U. per bocca della I.A.R.U. (lnternational Amateur Radio Union), l’ente costituito dall’unione di tutte le Associazioni di radioamatori del mondo, e che le rappresenta ad alto livello internazionale.
Questa é quindi l’immagine che ogni radioamatore deve fornire di se stesso, allo scopo di mantenere la sua qualifica di rappresentante di un importante servizio di telecomunicazioni.