Le navi che effettuavano lunghi viaggi erano spesso lontano da terra per settimane o mesi. Anche per i brevi viaggi un marinaio su una barca era isolato dalla terra, ed era spesso difficile sapere ciò che stava accadendo nel mondo. Se si era abbastanza vicino si poteva gridare semplicemente a persone a terra o a bordo di altre navi, le domande spesso avevano risposta solo una volta tornati a casa. Era naturale, quindi, che i naviganti dovessero utilizzare le nuove tecnologie per far si che essi potessero comunicare attraverso le brevi e lunghe distanze.
Messaggi scritti
Uno dei più antichi metodi di comunicazione a distanza esiste ancora oggi. Si scrive un messaggio su un foglio e si chiede di consegnarlo al destinatario imbarcato.Per il marinaio in mare questo significa ricevere lettere e messaggi importanti nei porti dove la nave approda o da altre navi incontrate lungo la navigazione. In alcuni casi, potrebbe richiedere mesi o addirittura anni per un messaggio raggiungere il destinatario.
Un metodo anche più lento e meno affidabile consiste nell’inviare uno scritto sigillandolo all’interno di una bottiglia vuota e gettarlo in mare, lasciando che il vento e la corrente possano portarlo dove dovrebbero. Con il passare del tempo e con molta fortuna una persona potrebbe effettivamente trovare e leggere la nota.
Per secoli la corrispondenza scritta è rimasta il modo più affidabile per consegnare i messaggi attraverso lunghe distanze. Tuttavia, vi sono stati metodi più veloci per le navi di inviare semplici messaggi, in vista della terraferma o ad altre navi. Attraverso l’uso di bandiere e segnali semaforici un messaggio potrebbe essere inviato a chiunque potesse vedere e capire. Dal momento che questi messaggi sono visibili a tutti nelle vicinanze, elaborati codici sono stati sviluppati per identificare il mittente ed il destinatario e per nascondere il significato del messaggio. Quando Samuel FB Morse sviluppò il telegrafo nel 1837 progettò anche un codice per esso, formato da diverse combinazioni di punti e linee che rappresentano lettere dell’alfabeto. Anche se il telegrafo, che richiedeva un continuo filo di collegamento tra il mittente e il ricevitore, è stato inutile ai naviganti, il codice Morse invece è stato molto utile.
L’eliografo è stata una brillante idea! Una lampada con un piccolo schermo che può essere aperto e chiuso per la produzione di una sequenza di lampi di luce lunghi e brevi, corrispondenti ai punti e linee dell’alfabeto morse!
Radio
Nel passato i marinai potevano quindi utilizzare solo di messaggi scritti, segnali con bandiere, segnalazioni semaforiche e poche altre tecniche di comunicazione, il ventesimo secolo ha portato grandi cambiamenti per le comunicazioni in generale. Nel 1901 Guglielmo Marconi trasmise un segnale radio attraverso l’Oceano Atlantico senza l’uso di fili inventando così la trasmissione radio via etere. Nel 1910 gli Stati Uniti approvarono una legge che richiedeva la installazione sulle navi da passeggeri di apparecchiature radio a bordo. La Radio ha reso possibile, per la prima volta, per una nave non in vista della terra o di altre navi, di tenersi in contatto con il resto del mondo. La Radio non ha subito eliminato però la necessità di usare i più tradizionali sistemi di segnalazione, perciò molti di essi, compresi semaforico ed eliografo, furono in uso attivo durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche oggi, segnali con bandiere sono presenti a bordo di tutte le navi grandi e piccole. La radio ha avuto un profondo impatto sulla comunicazione in tutto il mondo, e in particolare sul modo in cui comunicano i velisti. Oggi sarebbe più che comprensibile vedere uno skipper solitario andare per mare senza un set completo di segnali con bandiere, senza alcuna conoscenza del codice Morse e senza fischietti, corni, tamburi, campane e quant’altro, ma mai senza la radio!

Oggi ci sono tre tipi fondamentali di trasmissione radio a bordo delle navi: 

VHF

Le radio VHF richiedono una linea diretta tra le antenne. Questo significa che non devono essere presenti ostacoli fra le antenne e limita notevolmente la distanza a cui possono operare (orografia, edifici, curvatura terrestre, etc). La maggior parte delle comunicazioni radio sui traffici marittimi si attua comunque usando le VHF dal momento che i comandanti sono naturalmente più preoccupati per le navi e gli impianti portuali e i relativi pericoli nelle immediate vicinanze.

HF
Per comunicare su distanze molto grandi, in particolare mentre una nave è in alto mare, molte imbarcazioni da diporto e commerciale e quasi tutte le navi militari sono dotate del sistema di comunicazione radio HF SSB (single side-band). Le onde HF non richiedono che le stazioni stiano “a vista l’una con l’altra. Il suo segnale “rimbalza” ripetutamente fra atmosfera e superfice e le consente di raggiungere teoricamente tutta la superficie del pianeta. Trasmettere in HF richiede una grande quantità di energia elettrica rispetto al VHF dal momento che il segnale deve essere forte abbastanza per viaggi su grandi distanze.

Comunicazione satellitari
La comunicazione via satellite è una alternativa per le comunicazioni a lunga distanza. È dotata di molti vantaggi rispetto alle tradizionali comunicazioni “terrestri”. Invece di trasmettere un segnale analogico direttamente dalla nave ad una stazione di terra, un segnale digitale viene trasmesso verso un satellite orbitante, esso a sua volta ritrasmette il segnale ad un altro satellite o ad un ricevitore sulla superficie della terra.
Nel caso di segnali digitali i dati possono essere criptati, il che rende estremamente sicura la comunicazione anche nel caso di un eventuale ascolto- spia. La comunicazione via satellite permette l’accesso diretto alla infrastruttura di comunicazione globale (telefono e rete).
La comunicazione via satellite non risente in modo eccessivo della situazione atmosferica o delle condizioni meteorologiche. Poiché il segnale viene trasmesso in primo luogo verso l’alto, si passa attraverso un relativamente sottile strato di atmosfera.
La maggior parte dei satelliti per le comunicazioni è su orbite geostazionarie. Ciò significa che ogni satellite è ad una altitudine di circa 22.300 miglia, tale che la sua velocità di rotazione intorno alla terra corrisponde a quella della terra stessa. Questa condizione fa si che il satellite appaia sempre nella stessa posizione e non è quindi necessario orientare continuamente il piatto dell’antenna, essendo il satellite fermo dal punto di vista dell’osservatore a terra. Una nave in mare, tuttavia, non può rimanere sempre nella stessa posizione, ma e’ sempre in movimento. Esistono per questo dei sistemi che mantengono le antenne sempre in allineamento con i satelliti di competenza.
Inmarsat ad esempio, e’un gruppo formato da partners internazionali statali e privati che rappresentano 75 paesi. Ha sede a Londra e con la sua carta di telefonia mobile puo’ fornire servizi di comunicazione via satellite in tutto il mondo. Inmarsat è stato istituito nel 1979 ed ha iniziato la prestazione di servizi nel 1982. Attualmente Inmarsat utilizza quattro dei suoi satelliti in leasing marittimo con la capacità di comunicazione con diversi altri satelliti. Tutte le unità del sistema Inmarsat sono in orbite geostazionarie